THE BURDEN OF OUR TIME? LO SFORZO DI DIRE L’INDICIBILE

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AVVERTENZA:

Accanto a questa tastiera, sulla scrivania arancione, campeggia l’edizione in mio possesso de Le origini del totalitarismo, The Burden of our Time. Qui mi trovo ad assumere e a sintetizzare alcuni tratti dell’introduzione del libro. Ciò dipende in parte da motivi accidentali, in parte da un’esigenza che nel pomeriggio del 27 gennaio occupa come ostacolo inaggirabile l’orizzonte dei miei pensieri, proprio come il pesante tomo grava su questo tavolo.

LA MEMORIA? LO SFORZO DI DIRE L’INDICIBILE

Qual è l’identità più autentica di Arendt? Quella di teorico della politica. Ogni filosofia ha implicazioni politiche. Ogni politica implica una filosofia, un pensiero. La vita e la pratica filosofica sono anche, immediatamente, pensiero e agire politico. Non deve perciò stupire che nell’epoca della crisi del pensiero anche lo scenario politico non appaia dei più rosei.

Qual è il contributo di Arendt? Quello di pensare la libertà dell’azione al tempo del conformismo sociale. Tale contributo è inestimabile, considerando che il totalitarismo sarebbe nato dalla degenerazione della società di massa, che rende l’uomo solo ed impotente, infelice e pigro. Che senso ha infatti l’agire se i pochi, dalla notte dei tempi, amministrano i molti? Se, a grandi linee, tutti rimasticano gli stessi pensieri? Se la “libertà” consiste nell’aderire ai dettami che ci vengono proposti o imposti?

The Burden of our Time (1949) è il frutto di una riflessione sugli avvenimenti contemporanei. È il solco di una voce che squarcia il silenzio. La ribellione dell’impotenza, lo sforzo di dire l’indicibile.

Ma che cos’è il totalitarismo? Non è la dittatura, né il dispotismo, non è la tirannide. Non è sempre esistito. È un fenomeno del tutto nuovo. È un’interruzione, un taglio netto nella storia, la degenerazione della società massificata. È distruzione di tutte le tradizioni; sociali, politiche e giuridiche. L’essenza del totalitarismo è il terrore, il suo principio di azione è l’ideologia.

Il suo campo d’esistenza è la povertà, l’isolamento e l’annientamento dell’individuo, ridotto ad essere atomo o monomero intercambiabile in una massa anestetizzata e informe.

L’UOMO È ANIMALE POLITICO E SOGGETTO DI DIRITTI? Una riflessione a partire da Aristotele, Arendt e Agamben

I DIRITTI SONO SACRI?

ENDECASILLABI SUL TERRORE E LA FINE DELLA STORIA

2 Replies to “THE BURDEN OF OUR TIME? LO SFORZO DI DIRE L’INDICIBILE”

  1. Come acqua di fonte cristallina! Forse noi ci possiamo chiamare il quarto mondo? Voci forti ma che non vengono udite ancora da i non udenti ma che come goccie d’acqua possono sgretolare le roccie….

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