GOETHE: TUTTO È FOGLIA

tuttoèfoglia
Tutto è foglia | disegno di Acutamente
 LA METAMORFOSI DELLE PIANTE DI JOHANN WOLFGANG GOETHE 

 

 

 

Esiste per Goethe una relazione strutturale fra il mondo della scienza e la dimensione esistenziale: la conoscenza della natura sarebbe necessaria all’uomo per comprendere la propria interiorità. Goethe si concentra sull’infinito e giocoso processo creativo della natura. Egli si rivolge agli studi botanici per mostrare l’armoniosa appartenenza dell’uomo al mondo naturale.

Il sapere non è sterile erudizione: il sapere è vita.

Influenzato dalla tradizione mistico-alchemica, considera ogni individuo un suono della grande armonia universale. La natura avvolge l’ego, lo spossessa della sua astrattezza e lo restituisce come corpo vivo. Sorge così la possibilità di cogliere l’eterno nel divenire, il divino nella natura (come in Spinoza). Goethe definisce la sua fede filosofica una specie di panteismo, la cui essenza è qualcosa di umoristico e contraddittorio. Si tratta di un gioco, segnato però da un’amara serietà.

Tenendo conto di un pensiero naturale così complesso, si comprende la critica di Goethe a Linneo (autore del Systema Naturae). Infatti, come si potrebbe applicare un sistema alla natura? La natura non ha sistema, per Goethe, ma vita, vita in continuo mutamento.

Il percorso intellettuale dello studioso è segnato da una tappa fondamentale: la visita al Giardino botanico di Padova, avvenuta il 27 settembre del 1786. Qui, Goethe avanza l’ipotesi secondo cui tutte le piante deriverebbero da una sola pianta, una pianta originaria (Urpflanze).

Ma al centro dell’orizzonte goethiano vi è il problema della forma e della metamorfosi, irrisolvibile attraverso la nozione di pianta originaria, che viene pertanto sostituita dalla nozione di foglia (Blatt).

La foglia è l’elemento proteiforme che sa celare la forza metamorfica della natura. Essa contiene tutte le forme. Anche se non tutte le forme verranno espresse, la foglia è la condizione di possibilità del loro apparire. “Tutto è foglia”, cioè la pianta è foglia, come anche lo sono petali stami e pistilli, con differenti gradi di sviluppo.

La foglia è soprattutto figura metaforica del divenire della natura: essa ha una forma, ma tale forma è passibile di infinite metamorfosi. Le forme non sono né immobili né astratte, sono l’unione di eterno e transitorio, di scienza e vita.

3 Replies to “GOETHE: TUTTO È FOGLIA”

  1. Primariamente le faccio i miei complimenti per il sito.
    Vorrei ora farle una domanda: potrebbe spiegare meglio il motivo per cui ‘il problema della forma e della metamorfosi’ in Goethe, sarebbe ‘irrisolvibile attraverso la nozione di pianta originaria’?
    Forse non ho capito, ma a me sembra che se tutto è in potenza (ripeto, se ho capito bene) perché una pianta originaria non potrebbe possedere tutte le potenzialità, mentre la foglia sì. Anzi sembrerebbe di poter affermare il contrario.
    grazie.
    Piero Cacciatore

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    1. Gentilissimo Piero,
      innanzitutto desidero ringraziarla per aver apprezzato il progetto Acutamente e per il suo stimolante commento, che mi permette di tornare a soffermarmi su uno dei miei autori preferiti.
      Penso che una risposta al suo interrogativo, peraltro estremamente pertinente, possa condurci ad una profonda comprensione dell’immaginario goethiano e, in particolare al concetto di Steigerung (il processo ascensionale di composizione delle piante).
      In particolare, ritengo che Goethe abbia deciso di sostituire al concetto di “pianta originaria”, elaborato a partire dal 1786, il concetto di “foglia”, in quanto questo elemento formale avrebbe maggiore attinenza alla nozione di potenzialità.
      Il tegumento del seme contiene già, in nuce, l’intero sviluppo della pianta: i cotiledoni nell’interpretazione goethiana sono già foglie. Nel processo di crescita lo spazio presente fra i nodi (punti da cui si dipartono le foglie, in modo simmetrico e opposto) si allunga creando nervature differenti.
      In questa occasione le varie parti della pianta si diversificano, ma la tendenza costante che le caratterizza è quella di metamorfosarsi nella forma fogliare.

      Spero di non aver inteso male e di non essere stata prolissa. Riporto di seguito l’edizione dalla quale ho tratto l’articolo, se dovesse essere utile:
      J. W. Goethe, La metamorfosi delle piante e altri scritti sulla scienza della natura, a cura di S. Zecchi, Guanda, Parma, 1983.

      Grazie e a presto,

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