NARCISO

 

     Amai, amai davvero

questa effigie, la mia.

Il mio profilo d’acqua

di luce e d’onde verdi.

     Lussureggiante il bosco

tutt’intorno ove soavi

ninfe nella penombra

credendosi non viste

mi scrutavano. Ed io

sapendomi osservato e

amato restavo lì

contemplando quel viso

e quelle mani forti.

     Così volli stringerle e

mi persi non volendo

che ritrovar me stesso.

 

 


Svanì Narciso. […] Ciò che emanava riassorbiva in sé il suo amore e più nulla di lui era nel vento aperto e chiuse il cerchio delle forme estatico e si abolì e non poté più essere.

[R.M. Rilke, Lettere a un giovane poeta]
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