LA NATURA – ATOMISMO E MATERIALISMO

Dal De rerum natura di Lucrezio

Nel paragrafo 80 della Critica del giudizio Kant cita, senza dirlo esplicitamente, il De rerum natura, in particolare la teoria di Lucrezio sulla nascita degli organismi viventi, la cosiddetta generatio aequivoca, ovvero la genesi meccanica di un essere organizzato per aggregazione della materia bruta. Il  poema lucreziano riprende e rivoluziona l’atomismo di Democrito, così come il pensiero di Epicuro.

Il fondo dottrinale del poema è interamente epicureo, ma la forza poetica di Lucrezio trasforma e attualizza le fonti alle quali attinge. E’ opportuno ricordare che Epicuro si relaziona anche a Platone e ad Aristotele, respingendone però la visione finalistica dell’universo. I sei libri dell’opera esprimono per coppie i principii di Epicuro:

  • I libri I –II parlano degli atomi e del vuoto in cui gli atomi si muovono, del movimento degli atomi e dei loro composti;
  • I libri III-IV trattano dell’uomo, della sua costituzione psicologica, dei suoi sensi e delle sue affezioni, anche patologiche;
  • Nei libri V e VI si parla dell’origine del cosmo, del regno vegetale e animale sulla terra, della civiltà umana, delle arti e del linguaggio.
  • Nel VI si trattano inoltre i fenomeni celesti e metereologici più interessanti e imprevedibili, come tuoni, vento e terremoti.

Schiesaro definisce il poema come la storia di una conversione al credo epicureo di un ipotetico lettore, inizialmente ostile perché ancorato alle concezioni tradizionali, che sono oggetto della polemica di Lucrezio. Il lettore, sulla base di una nuova comprensione del mondo fisico, diventa in grado di compiere scelte etiche autonome ed imprevedibili.

Come il lettore della finzione letteraria, anche i destinatari dell’opera di Lucrezio potranno vivere un’esperienza che sconvolgerà radicalmente la loro interpretazione dell’universo. 

Si tratta della concezione materialistica, pensiero che si oppone radicalmente alla visione religiosa e metafisica, dove vige il dualismo fra spirito e materia, fra eterno e mortale, fra ciò che è incorruttibile e ciò che è caduco. Per Lucrezio, l’unica certezza è che non è stata creata per volere divino la natura delle cose, improntata a vizi tanto gravi.

In cosa consistono tali “vizi” imputati alla natura? Lucrezio li elenca, dando un’immagine grandiosa e insieme mostruosa del mondo naturale, che non è stato creato dagli dei e che, soprattutto, non è stato creato per l’uomo.

La natura è, nelle sue manifestazioni più eclatanti, essenzialmente dolore.

Non sono infatti state pensate per essere a misura d’uomo, dice Lucrezio, le zone aspre e montuose, dove vivono le bestie feroci, né le rupi, le paludi, i mari, la neve e i deserti. 

La natura è spesso ostile all’uomo che, per sopravvivere, tenta di piegare la forza travolgente della natura alle proprie esigenze. Lucrezio prende ad esempio la fatica connessa al lavoro nei campi: dopo che l’uomo ha impresso il solco “civilizzante” dell’aratro, la natura gli si oppone con fredda crudeltà. Ne sono prova i raccolti bruciati dal sole cocente e dall’aridità, le piogge devastatrici e il gelo. Inoltre, mentre gli animali crescono forti e si adattano presto all’ambiente naturale, l’animale uomo appare indifeso, “bisognoso di ogni aiuto per vivere” (versi 223, 224).

Emerge in Lucrezio una modernissima concezione a-morale della natura, che travalica il suo tempo, giungendo sino ad autori come Nietzsche e Leopardi. Lucrezio, servendosi di immagini poetiche come di esempi concreti, ha saputo esporre con grande chiarezza il carattere irrazionale, dionisiaco e crudele della natura.

Non siamo in presenza del migliore dei mondi possibili, perché la vita, ciò che emerge dalla casuale interazione di parti di materia in movimento, è un fluire indistinto e cieco che si stabilizza in determinate forme. Questa stabilità, però, è transitoria e dura finché sussiste il singolo fenomeno.

5 Replies to “LA NATURA – ATOMISMO E MATERIALISMO”

      1. Ogni volta che si ha qualcosa da dire è sempre meritevole essere letti, sul tuo blog capita molto spesso. Ti ringrazio invece dell’apprezzamento del mio testo, scritto insieme a Costanza, un’amica che ti consiglio di seguire per i suoi post mai banali.

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