IL LUOGO DELLA POESIA


Non cercate di prendere i poeti perché vi scapperanno tra le dita.

[A. Merini]

Dove sei? Dove trovarti se non risuonano i tuoi passi? Dove se non tintinna ai miei orecchi la tua voce? Nella vita alberghi e nell’amore…ma come si può scorgere l’assurdo nell’oscuro e come si può udire il silenzio nell’abisso?

Nella pausa silenziosa tra due note

Fra le parole un tiepido prender fiato laddove

Il bocciolo esita allo schiudersi del suo splendore

Là dov’è l’instabile librarsi della foglia prima che tocchi il suolo

Il nobile planare d’ali aperte

Sospeso il volo immobile tra un battito e l’altro

Nel singhiozzo che sovverte un pianto ininterrotto

La vacuità della cera che indifesa attende

Le ferite profonde dello stilo.

8 Replies to “IL LUOGO DELLA POESIA”

    1. Caro Massimo, grazie per il tuo commento e per le tue parole evocative. Credo che la penna, o lo stilo, del poeta sia ciò che “resiste” all’omologazione del linguaggio e del pensiero nell’epoca in cui la tecnologia regna sovrana…

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