LA POTENZA DEL NON FINITO

Una poesia, un racconto devono certo avere un inizio, ma la fine, la compiutezza, è necessaria all’arte? Due vie per rispondere.

Sì, se l’arte deve trasformarsi in tecnica, lo scritto in libro, la voce in discorso. No, se l’arte vuol essere creazione e l’artista un dio.

[Acu]

Un’ogiva nostalgica

                 Si finge cerchio punto di coincidenza mancato

            Due punti in apparenza vicini e pur sempre separati

    Tremano nello spazio sconfinato e freddo. Una statua acefala

Tende ad un antropomorfismo non finito. Un semidio prende forma

     Restando imprigionato in blocco marmoreo solido e inscalfibile

          Una potenza che non si compie e in questa incompiutezza

             Pulsa e ribolle di un’energia plastica fulgido fuoco che

                            Nell’atto in sé perfetto e compiuto

                                  Non è che una tiepida brace

3 Replies to “LA POTENZA DEL NON FINITO”

  1. Sono d’accordo con te Acu, entrambe le tue supposizioni sono valide, quando si parla di arte si evidenzia non solo un insieme di parole da leggere, o ascoltare, ma saper trarre il valore personale dell’esperienza. Dare la propria per creare quel finale infinito.
    E ancora bella ed elegante questa tua nuova poesia. Direi raffinata. 😊

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