ADAGIO A QUATTRO MANI

ADAGIO A QUATTRO MANI

Due paia d’occhi parlano di onde che s’infrangono sulla battigia dei ricordi, le palme ancora aperte a pensieri carezzevoli discorrono sul finire della notte.

L’ultima. Una notte senza stelle e senza redenzione. Immutabile come l’amore e, come l’amore, nel suo epilogo tragica.

Nel silenzio il cuore ticchetta nel petto, lo scuote con solennità e veemenza. I battiti e i respiri risuonano come le note opache di un requiem senza fine.

Tutto è ancora incerto. Che ne sarà di noi? Indecidibile il se e il quando potremo rivederci.

Così stiamo ad osservare che ne sarà del nostro forte edificato sulla sabbia, esposti al vento e al sole che sgretola e incrina la speranza.

Profumeranno ancora queste scorze d’arancia?    

Il senso di colpa e gli anni divorano nella monotonia i pomeriggi arsi di solitudine, ore sfogliate come le pagine ingiallite di un libro che un tempo qualcuno trovò amabile.

Così si spengono senza lamenti i lumicini già stanchi.

Viva e presente invece la tua immagine, che si condensa nitida al fondo dei miei occhi. Il tuo sorriso ripete fiducioso amore, ritornerò.

3 Replies to “ADAGIO A QUATTRO MANI”

  1. Ben trovata Acu. 🙂 Questa poesia mi è entrata dentro come una morbida mano può riuscire tramite una carezza a sovrastare il vento che ci agita i pensieri. E’ delicata, ma allo stesso tempo travolgente. Hai saputo trasmettere perfettamente il colore che ti attraversa il petto coni ricordi. ❤

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